mercoledì 14 marzo 2012

NerDreamer 6 Capitolo

Tutto quel sangue sulle sue mani, il rasoio nella sinistra, rigorosamente da pulirsi sulla gonna della vittima sacrificale.
Raffaele si svegliò urlando, scattando a sedere, sudato  come mai aveva fatto prima. Si alzò già stanco, dolorante ad ogni muscolo, bianco come se avesse la febbre.
Quando si sedette a far colazione, una ciotola di cereali fra le mani, trovò un biglietto della madre, l'avviso che sarebbe mancata al pranzo perché insieme ad alcune amiche con cui giocava a carte. Accese la tivù, pensò ad alta voce. <<Lei può giocare a carte, di ruolo però é da bimbi...bah!>>
Finita la colazione andò in bagno, quasi si spaventò a vedersi. La voglia d'andare a scuola svanì, ma  immediatamente pensò che la vicina avrebbe fatto la spia alla madre se fosse rimasto in casa.
Prese tutto l'occorrente per disegnare ed inchiostrare, si lavò e vestì, uscì di buona leva. Superò il cancello di casa quando vide Mattia: era seduto sul suo motorino, sembrava aspettarlo. Lo salutò, l'altro ricambiò con un cenno della mano: pareva sempre arrabbiato, uno dei tratti che Raffaele aveva preso per creare Nerdrimer.
<< Pensavo non uscissi più di casa.>>
<< Eh, c'avevo pure pensato. Scusa se ho fatto tardi, non mi ricordavo manco avessimo appuntamento. >>
<< Non lo avevamo concordato infatti.>>
Gli passò un casco, infilò il proprio integrale e si mise sul motorino.
<< Hai un posto dove vuoi andare a chiacchierare?>>
Pochi minuti dopo,con Mattia che guidò come un funambolo tra le macchine, si ritrovarono in via Garibaldi.
Vicina al centro, eppure così lontana: pochi negozi, marciapiedi minuscoli, una marea di macchine in seconda fila coi lampeggianti accesi o spenti a seconda della superbia o della incoscienza dei proprietari. Entrarono in un negozio di fumetti e wargames, Raffaele salutò il negoziante. Questo di sporse un poco dalla sedia, si fece vedere e salutò entrambi di rimando.
<< Di la c'è nessuno gestore?>>
<< Fra poco dovrebbero arrivare alcuni per fare una partita al quarantakappa, se volete potete andar fuori, oggi é una bella giornata.>>
Raffaele acconsentì, iniziò ad accumulare i suoi manga, scelse alcune action figure e decise che categoricamente prima o poi l'avrebbe comprate.
L'altro si guardava intorno un po' spaesato, incuriosito ad una vetrina guardava le tazze dei Simpson, i pupazzi chibi dei supereroi della DC e molto altro.
Passato qualche minuto,dopo aver comprato qualche pacchetto di patatine e degli estathé, uscirono nella saletta esterna. passando vicino al tavolo per giocare ai giochi di strategia. Nella sala adiacente, alcuni già giocavano a carte, probabilmente Magic, si sprecavano imprecazioni e bestemmie
Seduti su dei panchetti, Mattia estrasse una sigaretta da un pacchetto che teneva in tasca, osservò la faccia stranita di Raffaele da dietro il fumetto.
<< Ne vuoi una?>>
<< No grazie, é veleno gassoso per i polmoni.>>
<< Come quello é veleno liquido per i reni?>> disse indicando l'estathè, Raffaele sbuffò.
Passarono alcuni minuti prima che ripresero a parlare, poi alla fine Mattia si decise.
<< Alla fine l'altra sera al pub ci siamo divertiti, eh?>>
Per qualche secondo, senza un motivo, al ragazzo tornò in mente l'incubo della mattina, sbiancò. Appoggiò il manga e bevve un lungo sorso di tè, il brick si contrasse. Quando staccò le labbra parve fosse la cannuccia a tirare un sospiro di sollievo.
L'altro pareva essersene accorto, incalzò.
<< Sai, siamo stati fortunati: poche ore dopo é morta una ragazza lì vicino, sotto i portici di piazza grande.>>
<< Eh, sì... Ho letto il Tirreno, mi pare ne abbiano parlato pure al tiggì!>>
Fosse stato uno dei suoi giochi di ruolo, dopo aver tirato un dado avrebbe fatto un fallimento critico, il fatto che vicino stessero davvero tirandone in un wargame gli fece una stranissima impressione.
<< Senti Raffaele, ti dirò la verità. Pochi minuti dopo che te ne sei andato via con quell'altro, vi ho seguito. Ho visto che é successo. Cazzo, l'avete trovato voi il corpo, per la miseria!>>
Raffaele fece per alzarsi, si trovò spalle al muro col muretto dietro di sè. Alzò ambo le mani, quasi più che scusarsi volesse proteggersi.
<< Beh, sì...poi siamo andati via, abbiamo avuto paura. No, ecco, ho avuto IO paura. Nerdrimer non ha paura di niente.>>
<< Mi stai dicendo che si chiama davvero così? >>
Raffaele acconsentì, l'altro si fece avanti minaccioso, iniziò ad alzare la voce.
<< Mi prendi per scemo?!>> disse poco prima di afferrarlo per il colletto della maglia.
Poi sentirono un tonfo, come di un libro che viene chiuso con forza.
Mattia si voltò appena in tempo prima che una forza irresistibile e invisibile lo strappasse dall'altro e lo costringesse a sedere.
<< Noto che siete indisciplinati.>>
Raffaele spalancò gli occhi alla vista di un suo secondo personaggio, il professor Na'Terim. Anche lui, come il mezz'elfo, era identico in tutto e per tutto a come l'aveva immaginato. Non capiva però come mai fosse quasi doloroso guardarlo, quasi fosse troppo reale e ferisse le retine. Si rese conto improvvisamente d'aver accettato come assodato che i suoi personaggi visitassero la realtà solo in secondo momento.
<< Ma...ma...tu che ci fai qui?>>
<< Un professore di Foxord non arriva mai in ritardo: arriva quando deve arrivare. Anche se effettivamente spesso ci prendiamo i nostri cinque minuti accademici.>>
Mattia osservò l'uomo ben vestito, i tatuaggi, le corna da mezzo drago nero che gli incorniciavano il viso. Aprì la bocca per parlare ma un creatura da incubò atterrò sul tavolo sibilando d'irritazione verso di lui.
<< Shivern, ti prego, spero il ragazzo abbia già compreso che simili atteggiamenti comportamentali siano quanto di più controproducente possa compiere. È così?>>
Il professore si avvicinò così tanto che Mattia non riusciva a metterlo ben a fuoco, non riusciva neppure a muoversi, lo fissò negli occhi con sguardo duro e gelido. Annuì pochi secondi dopo.
L'altro, come fosse normale, schioccò le dita e si sedette sulla scranno appena apparso, poi con gesto incurante liberò dalla morsa invisibile ambo i ragazzi, da quel momento liberi di muoversi.
<< Sono giorni che cerco di comprendere perché sono qui e non a Foxord. Adesso che sono davanti a te ragazzo comprendo un poco di più la situazione.>>
Entrambi deglutirono, lo strano rapace dall'aspetto inquietante si avvicinò prima a uno e poi all'altro, schioccando le mandibole con fare intimidatorio.
<< Per quanto non capisca come, sei un faro per individui d'altri piani. Mondi, se qui non avete ancora appurato la teoria espansa del Multiverso.>>
Raffaele si fece un po' di coraggio.
<< Sono io ad averti creato. Sei un parto della mia fantasia, un personaggio da giddierre!>>
Il mezzo drago sorrise, si lisciò il pizzetto ben curato, gli occhi verdi gli brillarono con malizia.
<< Forse. Oppure esistono infiniti mondi e tu hai soltanto il "dono" di vederli e copiare. Tuttavia, non sono qui per farti prediche né per vendette, nonostante tu mi abbia trascinato in una cloaca come questa ad inizio dell'anno accademico, impedendomi forse di fare la mia lezione magistrale il primo giorno.>>
Entrambi tirarono un sospiro di sollievo, Shivern, con un che d'insoddisfatto, fece un piccolo balzo sbattendo le ali e s'appollaiò sulla spalla del padrone. Fece delle strane fusa alla decisa coccola sotto il collo che ricevette
<< Sono qui per metterti in guardia. Questo tuo potere evocativo senza controllo é pericoloso, per te e per gli altri abitanti di questo piano.>>
Si alzò in piedi, si volse verso la porta a vetri. La aprì e senza voltarsi si accomiatò.
<< Perlomeno altri due sono qui, in qualche luogo, errabondi. Se le mie conoscenze e la mia intelligenza non m'ingannano,uno di questi sta organizzando un rituale sinistro in città per apporvi un marchio di sangue. Qualcosa di non comune, di immensamente potente e pericoloso.>>
Dopo aver terminato, un nuovo gesto arcano e sparì nel nulla: solo allora i due ragazzi si resero conto che gli altri nel negozio non avevano udito e visto alcunché.
<< Un altro? >>
Mattia guardò attentamente il ragazzo, si alzò finalmente in piedi.
Raffaele era bianco in volto.
<< Quando ci hai seguito... hai mica visto un biondo? Sentito il rumore di un flauto>>
<< Beh, no. Non c'era nessuno in piazza. Però adesso che mi ci fai pensare...pensavo d'averla sognata una strana melodia. >>
<< Boia... se é chi temo, siamo nella merda.>>

L'agente Delapore si stava divertendo: non soltanto la massa ignorante di quella città era cieca a quanto stesse accadendo, ma era cieca, immota nel suo lascivo egoismo. Omicidi e torture li lasciavano indifferenti, gli attacchi delle forze dell'ordine da lui comandati a scapito di neri e zingari non trovavano altro che trafiletti nelle seconde pagine dei giornali.
Si trovava nell'ufficio del procuratore, ormai diventato il suo quartier generale: cartine, pennarelli e libri di storia della città ingombravano la scrivania, bloccavano armadi su cui erano appese, bloccavano cassetti ormai ricolmi. La procuratrice non dormiva ormai da ore, impegnata a lavorare di fronte al calcolatore elettronico.
Curioso strumento, utile e disutile allo stesso tempo perché privava d'energie i suoi usufruitori, allettandoli con promesse di conoscenza spicciola senza alcun sacrificio per ottenerla.
<< Mi pare stanca mia cara.>>
<< No, posso ancora farcela.>>
<< Non vorrei t'accadesse nulla. Prima di giacere di nuovo con me, avvisa il sindaco che nei prossimi giorni vuoi parlargli: c'è il rischio di un attentato in città e ci sono rischi pesanti per l'ordine pubblico.>>
L'altra sorrise felice, si alzò e si lanciò sul telefono già spogliandosi, completamente asservita al potere mesmerico dell'altro.
L'agente Delapore si tolse la benda e gli occhiali, s'avvicinò alla finestra dell'ufficio, la spalancò osservando la strada.
<< Presto...molto presto...>>

8 commenti:

  1. Sono falco, da givvù tilea ;)
    Il racconto finora non mi dispiace, ti segnalo solo qualche sbavatura che ho riscontrato leggendo.

    "Tutto quel sangue sulle sue mani, il rasoio nella sinistra, rigorosamente da Pulirai sulla gonna della vittima sacrificale."

    quel pulirai mi suona male
    Forse "da pulire sulla gonna sacrificale"

    "Pochi minuti dopo, con la maestria alla guida di un funambolo, si ritrovarono in via Garibaldi."

    Forse intendevi: guida con la maestria di un funambolo?

    "La aprì e senza voltarsi di accomiatò"

    SI accomiatò

    Eliminerei anche un po' d'avverbi, che spesso non aggiungono molto a quanto già scritto.
    A rileggerti^^

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    1. Innanzitutto, grazie per aver avuto la pazienza di leggere il mio racconto ^^

      Secondo, voglio ufficialmente stigmatizzare l'uso di Word da parte mia. Dovrei smettere d'usarlo perchè spegne ogni mia funzionalità grammaticale o logica.

      Comunque, grazie delle correzione, correggerò al più presto. Quanto agli avverbi...ahimè, sono una abitudine che devo imparare a togliermi!

      P.s. ho appena visto il tuo blog...e quindi, subito nel blog roll, mi pare ovvio! Così potrò seguire non solo sul Tilea i tuoi scritti ^^

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    2. Grazie per l'inserimento, ricambio aggiungendomi come lettore fisso. Occhio al correttore di word, che se gli si lascia troppa libertà gioca cattivi scherzi :D

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  2. Bello come gli outsider del Forum Tilea si ritrovino sui blog :-D sembra quel motto dei mercenari... "i mercenari non vanno mai in rotta, si chiamano a raccolta all'inferno", ricordo bene? :-D

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    1. Oh yeah! Anche se è un inferno ben piacevole ^^

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  3. Grazie per le correzioni e grazie per leggere questo povero viandante planare.
    Questa prima parte di NerDreamer sta per concludersi: come potete notare, lo scontro finale pare avvicinarsi.

    Ho fatto anche qualche minima altra correzione, aggiunto anche qualcosa. Nulla di che a dire il vero.

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  4. Okay, ho visto che altri hanno segnalato le correzioni da fare, quindi mi limiterò all'analisi della storia e dei personaggi.
    Che dire? È impossibile non identificarsi in Raffaele.
    Se fossi un ragazzo (e sapessi disegnare), penso che gli somiglierei.
    Raffaele è il nome di uno dei tre arcangeli, scelta voluta?
    L'idea dei piani di realtà paralleli, del potere evocativo di Raffaele, mi ricorda un po' un personaggio di Heroes che tramite i fumetti vedeva eventi che si sarebbero svolti in un vicino futuro.
    Bellissima la reazione di Mattia che resta stranito quando entra nel negozio di comics! È proprio quello che è successo a mia madre una volta che mi ha accompagnata in città a prendere i fumetti! (vivo in un paese di montagna in appennino, quindi devo scendere in città per acquisti specializzati come i fumetti manga, o mandarli a prendere su internet).
    Per il momento, è tutto. Al prossimo episodio!

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    1. Mi hai beccato. Effettivamente la scelta era voluta, un po' perchè il nome mi piaceva, un po' perchè volevo che "istintivamente" portasse a pensare che era il buono.

      Quanto al fatto che ti sia venuto in mente Heroes, è alquanto normale: tralasciando che masterai una campagna in cui i giocatori, interpretando se stessi, ricevavano poteri da supereroi, il setting "reale" contaminato dalla straordinarietà ormai fa pensare subito a quello ^^

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